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Infatti nei siti dei quotidiani (Repubblica.it in primis), che dovrebbero giustamente attenersi a queste regole, la formattazione è praticamente inesistente, in particolar modo con il fastidiosissimo "effetto muro", e le fonti non sono quasi mai linkate.
A quanto scritto da Robin vorrei aggiungere due visioni: quella di wikipedia e i template.
1) wikipedia
Guardate la libertà d'impaginazione attuale e il modo in cui e' cambiata dai primi tempi.
Ogni pagina e' un suo mondo, ma ci sono alcune strutturazioni in grado di aiutare la consultazione e di elaborazioni automatiche. E' flessibile ma chiaro
2) blog
Hanno dei template molto simili. Non graficamente, strutturalmente intendo.
Accanto al testo centrale, il cui contenuto e la cui progettazione ha tanto ben descritto Robin, c'e' un mondo che si puo' sviluppare.
Quanto sono interessanti i servizi / indici a margine del contenuto centrale ?
Se e' necessario concentrarsi sul contenuto centrale, per la presenza della pubblicità piu' redditizia, quanto le colonne laterali sono pensate per offrire un servizio "da assistente" agli utenti ?
Il numero di pagine lette deriva necessariamente da quanto e' attorno al contenuto centrale.
In questo i blog si distinguono da chi personalizza pesantamente le piattaforme usate.
Ripeto: i due cents da sviluppatore.
i contenuti sono interessanti e chiari.
credo che spesso la voglia si scontri con la competenza tecnica, soprattutto in fatto di immagini.
devo poi dire che vi sono esperti che sul web propongono stili diversi.
credo sia soprattutto importante essere in sintonia col proprio pubblioco.
i contenuti sono interessanti e chiari.
credo che spesso la voglia si scontri con la competenza tecnica, soprattutto in fatto di immagini.
devo poi dire che vi sono esperti che sul web propongono stili diversi.
credo sia soprattutto importante essere in sintonia col proprio pubblioco.
Punto 3 IMMAGINI.
Le immagini dei blog sono spesso condivise socialmente attraverso sistemi quali flickr e Picasa. Non sono così convinto che siano semplicemente decorazioni. Ammettendo che la loro funzione sia esclusivamente estetica, sarebbe interessante comprendere come la funzione estetica sia entrata in rapporto con la pertinenza al soggetto.
Comqunque, un'immagine condivisa attraverso un sistema Sociale come Flickr assume per forza una significazione propria.
Punto 7 - Fonti
I blog che non citano le fonti possono essere passibili di critiche che partono dalla blogosfera stessa. Un link non citato o un plagio determinano danni di immagine e controllare e facile: basta google.
La Good o Bad Reputation si esercita nei commenti e non è possibile pilotarla con mezzi coercitivi (ad esempio cancellando i commenti scomodi).
Nel campo dei giornali l'approccio sociale sta prendendo piede, soprattutto in Unione Europea. Ma vi sono ancora testate che adottano logiche di BroadCasting. Loro si difendono togliendo i commenti ed evitando contatti diretti tra giornalista e lettori. E la loro immagine è di apparato.
Enrico
concordo con quello che dici.
Cosa intendi esattamente quando dici: "Comqunque, un'immagine condivisa attraverso un sistema Sociale come Flickr assume per forza una significazione propria. "
Puoi spiegarti meglio?
Per esempio, agli occhi del lettore che sta leggendo l'articolo, cosa cambia?
Intendo dire che da un punto di vista puramente semiotico ogni oggetto (ogni segno) ha una propria significazione.
Se un utente sceglie di mettere una immagine, con intento puramente poetico/decorativo, quasi certamente un legame anche se minimo con il tema da egli sostenuto c'è.
Per questo motivo ogni immagine ha una propria pertinenza con i temi o anche con il soggetto emittente della comunicazione.
E' anche vero che ogni immagine socialmente condivisa, è inserita in un sistema di relazioni, per questo motivo le immagini di Flickr amplificano (o potrebbero amplificare) in potenza il tema su cui era piazzata l'immagine.
Certamente, la pertinenza può essere notevole o bassissima, ma bisogna tenere conto che Flickr proprio sulle pertinenze sociali ha creato un progetto con la library of congress per dare significazione alle immagini custodite nei loro archivi.
Il progetto si chiama THE COMMONS e ne ho parlato tempo fa nella sezione italiana del mio blog:
http://www.buzzes.eu/blogit/2008/07/the-commons...
Che cosa cambia agli occhi del lettore?
Cambia qualcosa (forse pochissimo, forse tantissimo): una immagine condivisa porta ad un link verso il sito sociale di condivisione. Su questo sito si vedono i legami di questa immagine con altre immagini e da qui si apre una rete di relazioni.
La potenza di queste relazioni dipende dal grado di pertinenza dell'immagine con il tema principale. Ma escludere a priori una significazione dell'immagine dicendo che è pura decorazione secondo me è improprio.
E prova se ne ha del progetto Flickr The Commons.
Che cosa ne pensi?
Enrico
cui tutti, io per primo, dovrebbero tenere in maggiore considerazione.
Da un punto di vista editoriale Flickr offre pochissime immagini che si
possano utilizzare in maniera efficace a corredo di un articolo, poiché è
quasi del tutto impossibile trovare le maggior parte delle foto rilevanti al
tuo bisogno a causa del tempo e della cultura molto limitata con cui chi
uploada le foto ne documenta il soggetto ed i contenuti.
Sul fronte spicciolo, resta di fatto che la maggior parte dei blogger usano
le immagini con un approccio strettamente decorativo / illustrativo e
raramente si spingono nel creare un comunicazione sinergica e non "di
replica" fra le immagini ed il testo usato.
Grazie mille per questo tuo davvero utilissimo contributo.
Vale la pena rileggerselo.
2008/10/24 Disqus <>
Tu dici che un limite di Flickr sia come e quanto siano taggate le immagini da parte degli utenti. Ad essere sincero, io mi trovo abbastanza nell'usare Flickr per il mio blog buzzes.eu e per un corporate blog (dovrei dire un Brand Blog) che seguo.
Ma il tema delle tag che tu poni è decisamente interessante.
Se da un lato è vero che gli utenti sono "pigri" nel taggare le proprie immagini, la Social Culture dovrebbe venire in aiuto. I sistemi semantici (chi lo sa perchè li chiamano semantici. Parlavo con un docente di semiologia e convenivamo che sarebbe meglio chiamarli Semiotici) dovrebbero creare delle famiglie di TAG.
Wikio fa questo in modo automatico. Se metto una tag, il motore semantico di Wikio crea una rosa di reti sinonimiche attorno ad essa (non sempre in modo preciso, ma tutto è migliorabile).
E' importante poichè se metto la tag "TESTA" posso intendere la testa nell'accezione anatomica, oppure la Testa nel senso di vertice (la testa di un corteo), oppure la testa nel senso di testata del motore.
Se l'utente è pigro, secondo me il il software sociale dovrebbe esso stesso generare automaticamente le pertinenze, lasciando all'utente però il controllo finale.
Insomma per usare una metafora. Un fotografo esperto lascia che la sua reflex scelga in automatico tempo e diaframma, e dopo che la reflex lo sceglie, controlla se va bene e fa le dovute modifiche.
Per me un sistema di Tagging dovrebbe fare così. E visto che Wikio lo fa, non credo sia fantascienza.
Enrico
Questo post è veramente interessante. Stanno nascendo dei contributi utili alla crescita della Social Culture e di un approccio Europeo alla comunicazione sociale.
Così ho deciso di darne visibilità nel mio blog:
http://www.buzzes.eu/blogit/2008/10/ma-un-blog-...
Ho aggiunto un "elemento decorativo" con una intervista a Robin Good. Secondo me è pertinente al tema. Ma se non cogliete la pertinenza, allora significa che il tema della significazione del segno visivo nei blog va molto ampliato.
A me interessa questo tema. :-D
a mio umilissimo parere, inserire un video in un post non è equivalente ad
inserire un immagine.
Fino ad ora abbiamo parlato di immagini, e benchè all'apparenza entambi lo
siano, i video non sono normali immagini statiche nel momento in cui tu (o
chi per te) vi insierisce un icona / tasto Play che comunica in maniera
chiara ed univoca "questa non è un'immagine - E' un video - clicca per
guardarlo.
Un video, se percepito dal lettore come tale, ha immediatamente una
connotazione diversa da una immagine statica.
Ti invito pertanto a provare l'esperimento sostituendo al video un'immagine
statica, tratta da Flickr, e che abbia rilevanza editoriale per i contenuti
in maniera che tale rilevanza possa essere avvertita ed intesa dal lettore.
Questo era quello che ci eravamo preposti di fare.
2008/10/25 Disqus <>
E' vero., hai ragione. Ho appena modificato l'esperimento nel mio blog. Per me quell'immagine ha una rilevanza e una significazione pertinente all'argomento ed anche degli elementi di arricchimento comunicativo.
Effettivamente mi è capitato di scoprire degli eventi proprio grazie a immagini.
La natura dinamica dei social network può però determinare che l'autore della foto la tolga, lasciando un buco come è presente nel mio sito.
Cmq l'evoluzione delle tecnologie Open Source come WordPress consentono delle didascalie: quindi anche se l'autore toglie le immagini per ragioni sue, le motivazioni che mi hanno spinto ad usarle rimane.
Nel mio blog cerco di usare le immagini in modo che arricchiscano gli argomenti esposti. Lo faccio da quando ho scoperto l'anno scorso il convegno Frontiers of Interaction IV (http://frontiers.idearium.org) proprio attraverso delle immagini aggiunte ad un blog.
Non so se si coglie il senso dell'approccio che ho scelto. Ma in fondo penso questo: se non si sente questo approccio, non fa nulla, l'immagine rimane decorativa.
Se lo si coglie invece significa che:
a) ho interessato un utente (ottima cosa)
b) quell'utente ha scoperto qualcosa di diverso
Ecco il senso dell'approccio scelto.
Enrico Giubertoni
Ho cambiato il post originale del mio blog seguendo i tuoi consigli.
Grazie mille :-D
Enrico