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Un'altra cosa interessante che si riscontra su quel capitolo e' l'analisi del salmo 151 (mi pare). Esso dice: " I vostri idoli non hanno bocca ma vi parlano, non hanno orecchie ma vi sentono, non hanno occhi ma vi vedono" ed ancora L'uomo adora i suoi idoli che ricambiano dandogli cio' che l'uomo vole: denaro.
Ecco allora mi dico: il pericolo che si corre e' di diventare servomeccanismi di se stessi o servi degli idoli.
Ottimo Robin come sempre! L'argomento è in grado di aprire altre 1000 questioni oltre a 2000 spunti. L'unica difficoltà che trovo nell'intera questione si pone verso le nuove generazioni. Ritengo che sarà un compito ed un lavoro duro! Soprattutto per quel che riguarda l'approfondimento dei problemi essenziali che possono derivare dalle nuove tecnologie. Doverosamente compito nostro sarà quello di indicare la giusta strada, il giusto metro, il giusto valore.
SCONFINARE IN SE' STESSI
Il commento di JWC è a questo punto essenziale, chi vincerà la battaglia naturalmente sarà colui che creerà un nuovo equilibrio fra il "dentro" e il "fuori", colui che riuscirà a trarne profitto in tutti i sensi dai 2 mondi, colui che non si lascerà scappare le opportunità. Spostando il confine di sè stesso a suo piacimento in ogni direzione possibile e immaginabile.
Buon lavoro e futuro a tutti!
Daniel - GenitronSviluppo.com
sono d'accordo con te solo in parte, in quanto oltre all'ottimo "tecnologia per diffondere cultura" concentrarsi sul comunicare meglio dimenticando o accantonando il resto è piuttosto superficiale.
"Imparare a trasmettere valori positivi" riguardo una tecnologia comunicativa parte dal presupposto di conoscere il buon uso dei mezzi e strumenti. Penso sia inutile diffondere un buon libro quando ancora si conosce poco l'ABC. Gli errori se ne potrebbero commettere molti, ancor più in questi piani e livelli. Per questo penso che oggi come oggi dove la maggior parte delle persone nemmeno di rendono conto di quello che posso realizzare con la tecnologia, bisognerebbe preoccuparsi dei problemi in maniera olistica.
Buon lavoro a tutti
Daniel - GenitronSviluppo.com
sono d'accoro con te ma non volevo dire questo.
Intendevo soltanto dire che secondo me non bisogna preoccuparsi troppo del fatto che potremmo diventare schiavi dei media, perché tanto anche la tecnologia, come tutto, ha i suoi lati positivi e negativi. Ci sarà sempre chi è a favore e chi no, chi ne sa fare buon uso e chi no eccetera. Chi ne ha già conoscenza invece, dovrebbe usarla a buon fine.
Forse mi ero spiegata male :)
Buon lavoro a tutti!
La narcosi di narciso è l'anestetico che permette all'uomo di non accorgersi che egli è continuamente ri-creato dai media che egli stesso ha inventato.
Ti faccio un esempio:
L'uomo tribale crea la scrittura. La scrittura è una tecnologia che fissa la parola, privandola della sua dimensione magica e immediata, separandola dall'"qui ed ora". Prima della scrittura, la parola coincideva con il pensiero. Con l'invenzione della scrittura, per la prima volta l'uomo tribale può riflettere sulla parola, può riflettere sul pensiero. Le conseguenze per McLuhan sono epocali: separando l'io che legge dal pensiero della tribu' nasce... l'individuo. Eliminando la magia della parola ascoltata in favore del pensiero sulla parola scritta, lo stregone si trasforma in scienziato. Nasce il pensiero logico, matematico, filosofico.
Ed ecco che l'uomo è stato profondamente, cognitivamente ricreato da un oggetto (la scrittura) che egli aveva forgiato.
Per McLuhan, noi non siamo coscienti della retroazione cognitiva delle tecnologie su di noi perché questa retroazione avviene a livello cognitivo, sottile, profondo e si tramuta in una narcotizzazione.
Qui trovi un articolo che scrissi tempo fa:
http://www.apogeonline.com/webzine/2000/08/04/0...
Spero di esserti stato utile
Tuttavia nell'articolo che hai citato dici: "Charlie Chaplin ha ben espresso il dramma dell'adattamento tecnologico vestendo i panni dell'operaio che, dopo aver alzato e abbassato per ben 10 ore una leva, rincasando continua con lo stupido movimento. L'operaio di Chaplin è divenuto il "servomeccanismo" della macchina. " e poi continui dicendo che: (interpreto) avendo dovuto formattare l'HD e reinstallare windows anche tu sei diventato servo meccanismo della macchina.
Se ciò è vero, non sarei anche io servomeccanismo della macchina blog come ho descritto precedentemente?
Il tuo articolo, mi ha risvegliato un certo piacere alla lettura, ho qui di fianco a me Brainfraimes, e Mente e media della Greenfeeld che se non altro aiutano moltissimo nell'interpretazione della bibbia massmediologica. :) (aime lessi tutto 7 anni or sono...)
Mi piacerebbe continuare uno scambio di idee sull'argomento McLuhan, ti ho cercato in rete ma forse non troppo bene. Hai un blog, una mail che puoi farci avere, o un modo per comunicare con te?
Grazie, jwc
ps. per chi dice che dobbiamo usare bene le macchine, il concetto di "medium è il messaggio", espresso da McLuhan, è in netta contraddizione con ciò.
su www.pettinato.it trovi i miei riferimenti. Dimentica Myspace, non lo uso e c'è un mio omonimo ;) Magari Linkedin.
Il rapporto uomo-macchina è in McLuhan un rapporto dialettico: L'uomo crea la macchina, la macchina in modo profondo e impercettibile ricrea l'uomo.
Lo scopo del mediologo, secondo McLuhan, è disvelare questo sotteranea retroazione, portando a livello cosciente quello che è inconscio. In questo modo, accorgendosi di questa effetto del mezzo, si possono mettere in campo delle strategie di compensanzione, l'uomo può riacquistare la sua libertà.
qui tutta la grandezza e il limite di McLuhan: in un "delirio" McLuhan propone di mandare televisioni in africa per far finire le guerre tribali ;)
Riguardo la neutralità del mezzo ("la pistola è neutra, diventa buona se la usa il poliziotto e cattiva se la usa il ladro"), è una cosa falsissima per McLuhan.
Il fatto stesso di utilizzare Internet genera un brainframe, ovvero un modo diverso di percepire il mondo con le sue enormi potenzialità e i suoi limiti.
Ogni media crea un ambiente che in qualche modo abilita nuove possibilità e ne vieta altre.
La cosa da tenere presente quando si legge McLuhan è che non è uno scienziato ma un poeta.
I suoi discorsi sono raramente "scientifici" e "argomentativi", per scelta! Perché il paradigma scientifico logico razionale è per McLuhan un prodotto dell'invenzione della scrittura (dell'alfabeto fonetico, per l'esattezza).
Lui crea dei memi, delle metafore ("villaggio globale") che in qualche modo diventano parte del fenomeno studiato.
Se vuoi arrivare ai massimi livelli di godimento leggi:
TECHGNOSIS: miti, misticismo e MAgie nell'era della digitale, di Erik Davis (redattore Wired).
A presto
1) Cosa permettono di espandere?
Le relazioni. Relazioni tra persone, Relazioni tra documenti, Relazioni tra luoghi, Relazioni tra conoscenze.
2) Cosa rendono obsoleto? Cosa recidono? Cosa rimuovono?
I'informazione tradizionale. Lenta e senza dubbi. E tutti quelli che la fanno.
3) Quali nuove opportunità offrono?
Lavorare con le idee.
4) Cosa succede se si superano i limiti?
Mal di testa, alienazione, difficolta' di concentrazione. Ma basta tornare a zappare la terra e tutto si risolve.