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Robin Good's MasterNewMedia - Italia: Advertising 2.0: Arriva Il Brand Ambassador

  • Tagliaerbe · 1 year ago
    Tutto fantastico, se non fosse che Google ha dichiarato esplicitamente guerra a tutti i siti/blog che scrivono recensioni a pagamento (e non solo tramite ReviewMe o PayPerPost).
    OK, "basta mettere il rel=nofollow" (mi dirai), ma mi piacerebbe che approfondissi un pò di più questo aspetto della cosa (ovvero come vedi il rapporto fra ciò che scrive il Brand Ambassador e come viene "digerito" dai motori di ricerca), visto che non è affatto marginale...
    Attendo tue :-)
  • pier · 1 year ago
    Cosa succede se l'azienda va verso una direzione che non piace più al BA? Dopo che si è ricoperto di sponsor non è facile liberarsene, non credi? Perché poi questa simbiosi con un solo brand: non potrebbe legarsi a più brand come in formula uno?
    Grazie
    Pier
  • RobinGood · 1 year ago
    Tagliaerbe: Non è detto che uno debba sempre usare AdSense nella vita. Forse
    se uno vuole strade alternative bisogna che le persegua senza voler per
    forza mantenere vive, allo stesso tempo e nello stesso posto, strategie di
    advertising diverse.

    Pier: Se all'azienda non va piÃ' bene la partnership, non vi e' alcun
    ostacolo ad interromprere il rapporto. Non vedo il problema. Secondo me con
    un solo brand funziona meglio ed è piÃ' credibile. Questo non vuol dire che
    devi sposare lo stesso brand per tutta la vita. Comunque anche io ho
    sperimentato con brand molteplici, ed in alcuni casi anche questa è una
    strada percorribile.


    2008/8/26 Disqus <>
  • Tommy · 1 year ago
    L'obiezione di Tagliaerbe mi sembra davvero ottima e precisa

    La risposta molto generale. Potresti approfondire il come superare questa obiezione in un modo reale?

    Grazie, Tommy
  • RobinGood · 1 year ago
    Tommy,

    a) non mi sembra che il Brand Ambassador come lo ho descritto sia
    assimilabile a chi scrive articoli a pagamento.

    b) ripeto: dove sta scritto che uno deve conciliare queste due strategie di
    advertising a tutti i costi?

    c) Sentiamo anche Google cosa ne pensa.
  • Tommy · 1 year ago
    Grazie RobinGood della risposta,

    Ma a dir la verità non rispondi all'obiezione di Tagliaerbe, ma dici semplicemente che non sono recensioni a pagamento.

    Un link in qualche modo lo dovrai mandare all'azienda, quindi la cosa la devi affrontare e in un modo preciso.

    Come dice bene Tagliaerbe la fattibilità è la cosa più importante al di là delle idee che mi piacciono davvero.

    Anche perchè chi ha letto l'articolo potrebbe trovarsi penalizzato perchè ha fatto la cosa che hai scritto ma non come la doveva fare per non essere penlizzato dai motori

    Ci dai una risposta seria senza svicolare?

    Grazie ancora,

    Tommy
  • RobinGood · 1 year ago
    Caro Tommy,
    non sto cercando di svicolare in alcuna maniera. Mi dispiace di averti dato
    questa impressione.

    Le mie risposte sono quelle di prima.
    Review a pagamento sono una cosa, la sponsorizzazione a tutto tondo di un
    sito / personaggio un altra.

    Se hai paura che ti penalizzino fai bene a non farlo.
    Io sto solo esplorando nuove possibilità e non ho il dono
    dell'infallibilita'.

    Puo' darsi che io mi sia rincoglionito e che queste siano tutte cazzate.
    Puo' darsi anche che Google mi penalizzi appena lo faccio.
    Per ora non ho una risposta precisa e definitiva oltre a quelle che ti ho
    già dato.

    Se tu o Taglierbe avete riferimenti a delle regole precise dei motori di
    ricerca che sono in conflitto con quanto io ho proposto qui dovreste
    copiarle ed incollarle qua e papà Google, che ho interpellato, forse ci darà
    anche lui un suo parere al riguardo.




    2008/8/26 Disqus <>
  • Tommy · 1 year ago
    Ok, ora ho capito, non lo sai. Meglio essere umile che dare indicazioni sbagliate o poco chiare, grazie.

    Volevo capire quanto è realmente fattibile questa idea.

    Anche perchè chi volesse farlo realmente dovrebbe avere le idee chiare su quali sono i costi, il modo in cui trovare il cliente, le problematiche SEO, quelle di gestione del cliente ed del brand (anche a livello legale), le ore di lavoro ed i possibili ritorni, cosa che non tratti in questo articolo, ma che sono le cose più importanti.

    Questo te lo dico per farti capire, che nonostante la bellezza dell'articolo, sono cose che puoi leggere più o meno da anni in varie salse nei libri di Seth Godin o di altri autori in rete.

    Mi piacerebbe un articolo più operativo rispetto ad altri, altrimenti sia per gli editori che vogliono usare l'idea che per le aziende che devono investire, tutto questo è pressocchè inutile.

    Grazie ancora,

    Tommy
  • Tagliaerbe · 1 year ago
    Robin,
    è la solita vecchia storia del link e del PageRank.
    Google (come tutti motori) vive di link, ma non vuole che tu, grazie ad un uso indiscriminato degli stessi, possa manipolare le SERP e il PageRank.
    Pertanto ti dice di "sterilizzare" i link "a pagamento" (e anche quelli verso siti/blog che non puoi "controllare", come ad esempio i link nei commenti o in firma ad un forum) con un bel rel=nofollow.
    In 2 parole: se dai un link SPONTANEO, non lo sterilizzi.
    Se il link NON E' SPONTANEO, gli metti il profilattico.
    Questo è quello che ho capito in mesi di letture di vari forum e blog, italiani e non.
    E (più o meno) trovi la cosa esposta qui: http://www.google.com/support/webmasters/bin/an... ("Non partecipare a schemi di link progettati per migliorare la posizione del tuo sito o il punteggio PageRank. In modo particolare, evita i link a siti di spam o "cattivi vicini" poiché ciò potrebbe influire negativamente sul tuo posizionamento.") e qui: http://www.google.com/support/webmasters/bin/an...
    Aspetto comunque il parere illuminante di un Google Guy :-)
    A presto, da un lettore affezionato.
  • RobinGood · 1 year ago
    Tagliaerbe,

    non mi sembra che il Brand Ambassador possa rientrare tra gli "a schemi di
    link progettati per migliorare la posizione del tuo sito o il punteggio
    PageRank".


    Vediamo se Google risponde e dice la sua.

    2008/8/26 Disqus <>
  • Tagliaerbe · 1 year ago
    Uhm... provo a spiegarmi con un esempio.
    Divento il BA dell'azienda Pippo.
    Pertanto ne promuovo il brand, i prodotti e i servizi un pò ovunque: "de visu" (passaparola fra parenti/amici/conoscenti), "vestendo" il marchio Pippo a mò di uomo sandwich, e persino "stile Paolini" (=dietro ai telecronisti del TG, col cartello in mano): e fin qui nulla di dire, nessuno mi può "bannare" nella real life (semmai mi prendo qualche denuncia...).
    Ma guardacaso ho anche un bel sito (o un blog), e vorrei parlare dell'azienda Pippo.
    Posso scrivere uno o più articoli che ne illustrano i fantastici servizi e prodotti, e fin qui nulla da dire.
    Ma (ovviamente) vorrei mettere negli articoli qualche link verso i prodotti/servizi di chi mi sponsorizza... e qui casca l'asino.
    Il link "puro" non posso metterlo, perchè per Google è un PAID LINK.
    Un bel banner posso metterlo, ma non con dentro un link "puro", perchè per Google è un PAID LINK.
    Quindi, se voglio seguire le regole di Google, i link "in odore di soldi" li devo sterilizzare (rel=nofollow).
    Anzi, in verità posso anche non sterilizzarli, fregarmene dei motori di ricerca e fare come certe blogstar straniere che fanno soldi a palate (recensendo, a pagamento, questo o quel prodotto, e fregandosene del posizionamento in Google e del PageRank): ma posso farlo solo se sono abbastanza famoso per sopravvivere senza Google, e non credo che in Italia ci siano personaggi di tale livello... a parte Robin Good, ovviamente :-D
  • Daniele Salamina · 1 year ago
    Ciao Robin,

    ottimo articolo. Condivido quello che hai scritto pienamente. Proprio qualche tempo fa ho fatto una mia piccola indagine personale per capire in che modo le persone siano veicolate nel fare determinati acquisti. Volevo capire se quello che facevo io, lo facevano anche altri.

    Mi spiego meglio.

    Ogni volta che devo acquistare qualcosa di un certo valore, le azioni che compio sono sempre le stesse:

    1 - Ho mai sentito parlare della cosa/oggeto da un amico ? blogger ? forum ?
    2 - Ricerco opinioni su google
    3 - Posto domande su forum specifici
    4 - Ricerca, ricerca e ricerca nel web....
    5 - Ancora ricerca e accumulo di informazioni da persone reali

    Per farla breve, l'accumulo di informazioni che ho acquisito su un determinato prodotto è fondamentale per l'azione successiva, ovvero quella dell'acquisto.

    Questo operazioni vengono bene o male (in misura minore rispetto alle mie) eseguite anche da molte persone a cui ho fatto la mia piccola indagine. Come conferma della mia ipotesi iniziale... sono in molti a seguire questa strada e con il passare del tempo e con l'informatizzazione delle persone, questa metodologia di acquisizione di informazioni sarà sempre più diffusa.

    Ciao,
    Daniele
  • Filippo Ronco · 1 year ago
    Caro Robin, ottima cosa questa.
    Era tanto che giravo intorno al fatto che doveva esserci un modo perché fossimo noi editori a sceglierci gli inserzionisti ed ora penso che integrerò presto la tua idea del brand ambassador tra i servizi della mia concessionaria di pubblicità legata al wine & food. Comincerò col chiedere ai publisher del mio network quali sono i brand che vorrebbero promuovere pubblicandone la lista online. Ti farò sapere che succede.

    Sicuramente è un'ottima idea soprattutto per i piccoli blogger che non fanno molto traffico e che cercano soluzioni alternative, inoltre consente di promuovere con serenità quello di cui si sarebbe comunque parlato prima o poi, proprio perché brand dei propri sogni.

    Le uniche perplessità che ho sono due :

    1) Il valore di questi servizi
    Se per alcune operazioni pubblicitarie online (cpm, ppc, ppp, ppl, ecc.) esistono ormai dei prezzi che possono essere considerati di mercato e presi a riferimento, non è così per questo genere di attività così composita. I vestiti per esempio, tu a quanto lo vendi uno spazio ? Quali sono i parametri ? La notorietà del brand ambassador ? La dimensione ? Il punto in cui viene inserito ? QUello che manca del tutto è qualche ordine di grandezza - anche spannometrico - di riferimento.

    2) I metodi per misurare il ritorno per l'inserzionista.
    Quali sono ? :-)
  • Daniel - GenitronSviluppo.com · 1 year ago
    Buongiorno a tutti,

    Intero articolo davvero ottimo e concettualmente ineccepibile, applicarlo è davvero difficile. Da nanopublisher occupandomi interamente di argomenti dedicati all'innovazione sostenibile, nuove energie, guide utili ecc. con www.genitronsviluppo.com sto facendo una fatica mostruosa a propormi in questi termini, dato che l'idea di BA mi era già balenata da un pò di tempo (sono dello stesso parere che il BA è una soluzione davvero ottima per molti) ... ma nella mia area di mercato (molto ampia fra l'altro), nonostante le belle presentazioni un feedback ottimo da parte i chiunque visiti il sito e tutta l'avanguardia possibile del marketing proponibile, non ho trovato ancora un'azienda da -sposare- in questo modo.

    Nella realtà trovo ancora molto difficile da parte di molte aziende pensare così -lontano- (basterebbe un pò di cervello ...) e agire da BA è davvero molto difficile ...

    ... in conclusione non mi scoraggio assolutamente e ai miei potenziali clienti continuerò a propormi in questo modo (naturalmente dopo aver fatto quasi i raggi x all'azienda fin dove mi è possibile ...)

    A presto e buon lavoro a tutti.

    Daniel - GenitronSviluppo.com
  • Moreno · 1 year ago
    Più di una volta ti ho sentito dire frasi del tipo: "Ve ne parlo anche se non ci guadagno un soldino e forse mi credereste di meno se mi pagassero per farlo"...o qualcosa del genere. :)

    In che maniera è differente il BA rispetto alla frase sopra riportata?

    Fino a quando, chi ti legge, continuerà a considerare "neutrali" le tue, chiamiamole recensioni, sapendo che sei pagato per farlo?

    Io credo sinceramente che sia una strada percorribile, ma non prima di essersi creato un certo tipo di immagine di "obbiettività", come hai fatto tu.
    Anche in questo caso però, occorre moltissima precauzione.

    C'è in genere la tendenza a "vedere del marcio" non in Danimarca, ma nelle persone che ti "danno" consigli. Spesso ci chiediamo...ma cosa ci guadagna?
    Naturalmente se i "consigli" vengono dati con una certa frequenza e non una tantum.

    E se è vero che tutti pensano sia giusto tu possa guadagnare dal tuo lavoro, che guarda caso è proprio quello di proporre "soluzioni" tecnologiche, dall'altro fa capolino la "paura" di essere fregati.

    Credo quindi che i punti fondamentali siano due:
    1. crearsi un'immagine, far avere una percezione di se stessi di obiettività, di icorruttibilità, di serietà
    2. proporre ciò che si usa e non usare ciò che si proprone.