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Robin Good's MasterNewMedia - Italia: AdSense, Tasse E Partita IVA: Come E Perché Pagare Le Tasse Sui Guadagni Del Tuo Blog

  • Luca · 1 year ago
    Salve,
    inanzitutto complimenti al dott Spataro per la chiarezza e la semplicità con cui si espone. La mia domanda è questa.
    Io sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato. Da circa un anno gestisco un sito web su cui ho inserito gli ads. I ricavi stanno man mano crescendo con la popolarità del sito. Vorrei continuare a curare il sito ed altri piccoli progetti sul web, ma al tempo stesso non vorrei lasciare il mio lavoro da dipendente con cui porto la pagnotta a casa (i ricavi degli ads sono inferiori ai 5000 euro annuali, siamo nell'ordine di 200$ al mese). Non vorrei lasciare il mio lavoro per avventurarmi in qualcosa che al momento non porta utili.
    E' possibile fare entrambe le cose ed essere comunque in regola con tutti gli aspetti fiscali ? Quindi al momento campare con l'impiego da dipendente ed al tempo stesso essere in regola con i ricavi provenienti dal web ? E' possibile in questo caso aprire la p.iva ed iscriversi alla camera di commercio ?
    grazie
  • spataro · 1 year ago
    In linea di principio non c'e' ostacolo ad aprire la partita iva come autonomo.
    Attenzione a:
    1) non lavorare alle tue cose quando sei in ufficio e con gli strumenti dell'ufficio
    2) prima di aprire la partita iva controlla tutte le conseguenze, fiscali e previdenziali con il tuo consulente
    3) verifica che il tuo lavoro autonomo non sia "in concorrenza" o "in contrasto" con il tuo lavoro dipendente.

    In poche parole: chiedi prima allo sportello nuova impresa e poi al tuo commercialista.

    Ognuno di noi e' un mondo a parte per il fisco e la previdenza, e per sapere cosa ti conviene devi ascoltare un professionista che conosca tutto di te.

    E poi, facci sapere cosa ti hanno consigliato, per far conoscere la tua soluzione anche agli altri !
  • Paolo · 1 year ago
    Questa è una falsità, ho parlato con l'agenzia delle entrate oltre che con alcuni gestori di siti web anche di una certa entità - si fanno consigliare da professionisti. Tutti mi hanno assicurato che l'IVA su AdSense non si paga in quanto si tratta di un reddito estero.
    Questo non significa che non si pagano le tasse. Occorre dichiarare i guadagni (che sono già percepiti al netto di VAT, l'imposta simile all'IVA che Google trattiene a sè) sul modello Unico (in questo caso aspettiamo Unico2008 per i redditi 2007). La soglia minima sotto la quale non si deve presentare la dichiarazione non è 5000 euro come scritto dal sig. in alto, ma 3500 (così mi è stato detto all'ufficio delle entrate) quindi il reddito di Adsense concorrerà a determinare il reddito imponibile, ma l'IVA non si paga.
  • spataro · 1 year ago
    Ciao Paolo,
    il tuo messaggio e' utile per approfondire un aspetto: L'obbligo dell'apertura della partita iva (di cui parlo nell'articolo) e l'obbligo di pagare l'iva (del quale non parlo).

    Sono due cose diverse.

    Per quanto riguarda la posizione personale, le tasse sui "soldi guadagnati", dall'estero o dall'italia, si devono pagare.

    In alcuni casi anche l'iva e' dovuta, ma non sempre. Tieni presente che invece Google rimborsa l'iva su richiesta, ma qui non entro nel merito perche' non e' mio mestiere, e so che ognuno deve valutarlo a seconda di quello che fa, dove lo fa, con quali clienti, etc etc.

    Sui 5000 ho avuto conferme fino a ieri, sarebbe interessante scoprire i 3500 da dove vengono fuori. Sembra anche qui che parliamo di due cose diverse, io di importo minimo insieme agli altri requisiti) per aprire la partita iva, tu invece di redditi.

    Riesci a mandarci un link per capire da dove vengono i 3500 ?
  • spataro · 1 year ago
    A proposito: ho trovato un bel thread su:
    http://forum.html.it/forum/showthread.php?s=&th...

    ">perchè non inserire semplicemente il totale dei compensi percepiti da adsense nella
    >dichiarazione irpef ( 730 o unico) alla voce redditi diversi?

    La sezione dedicata agli "altri redditi di lavoro autonomo" (questo il nome preciso) non può essere usata per inserire redditi da attività d'impresa. Sono due tipi di reddito differente che vanno dichiarati in maniera differente. E non è un sofisma. Non farlo equivale comunque ad una evasione fiscale/contributiva e al mancato adempimento di ciò che la legge prevede per il reddito d'impresa."

    Questo per dire che, come scrivo nell'articolo, che per sapere quanto e come pagare bisogna comunque chiedere al proprio professionista.
  • spataro · 1 year ago
    Scusatemi.
    Non ho indicato la fonte dei 5.000 euro.

    Da Fiscooggi.it, quotidiano informativo dell'agenzia delle entrate:
    http://fo.src.cnr.it/reader/?MIval=cw_usr_view_...

    "Le prestazioni occasionali tecniche o collaborazioni minime
    Sono disciplinate dall'articolo 61, comma 2, del Dlgs 276/03, che definisce tali le prestazioni che rispettano i seguenti parametri:

    * non superino i 30 giorni lavorativi nel corso dell'anno solare
    * non comportino, in ogni caso, la percezione di un compenso complessivamente superiore a 5mila euro."
  • Andrea · 1 year ago
    Complimenti per l'articolo! Una domanda: per i siti collaborativi (in cui scrivono più persone, ma sempre a livello amatoriale) come ci si deve comportare? Valgono gli stessi consigli?
  • spataro · 1 year ago
    Non e' la natura del servizio, ma la gratuita' e/o l'organizzazione imprenditoriale che c'e' dietro.

    Tutti fanno tutto gratis solo per il piacere di stare insieme ? Nessuno ci guadagna ? Non c'e' un'impresa che gestisce il sito ? Continuate a divertirvi ... ! :-)

    Ciao
  • spataro · 1 year ago
    Torno sul tema dell'apertura di partita iva o prestazione occasionale.

    Mi e' stato detto, in un commento su altro sito, che l'Agenzia delle Entrate avrebbe ripetutamente affermato che non vi puo' essere prestazione occasionale per chi mette pubblicità su un sito.

    Purtroppo non sono state indicate fonti documentali in materia, e quelle che ho trovato riguardano casi completamente diversi.

    Cercando invece su Google ho trovato:

    http://www.giorgiotave.it/forum/problemi-fiscal...

    dove un utente (bardill) asserisce di aver ricevuto una risposta (privata ?) dell'Agenzia delle Entrate cosi' come segnalatomi.

    Esattamente: "l'art. 4 dpr 633/72, stabilisce che l'esercizio di un' attività rientra nel campo di applicazione dell'Iva solo se viene esercitata per professione abituale. L'occasionalità, con la conseguente esclusione dall'Iva, si ha quando l'attività è posta in essere in modo accidentale o sporadico e senza che il soggetto abbia predisposto nulla per effettuarla."

    E poi aggiunge:

    "pare di poter affermare che l'apertura di un sito web, con inserimento di banner pubblicitari a pagamento, possa configurarsi come attività di prestazione di servizi non occasionali anche in presenza di accessi saltuari."

    Si tratta di un messaggio su un forum, senza possibilità di verificarne l'ufficialità o fondatezza. In ogni caso di recente la Cassazione ha stabilito (banalizzo) che i pareri dell'Agenzia delle Entrate valgono come dottrina, autorevole, ma non vincolante per il giudice chiamato a decidere.

    In ogni caso sul punto non ho trovato nulla di definitivo su internet, un aiuto potrà aiutare tutti.
  • thanks2world · 1 year ago
    Grande Spataro ;) Hai illuminato d'immenso una rognosa problematicha che affligge tutti i piccoli editori ... io intanto visto che scrivo principalmenre per passione sto' seguendo questa regola "Meglio iniziare completamente gratis, ovvero senza mettere le pubblicità, e solo quando le cose vanno bene in termini di traffico, mettere gli annunci AdSense ..." anche se quanto hai detto "Non sei tu a giudicare se l'attività è amatoriale o meno. Questo compito spetta all'Agenzia delle Entrate. Hai capito?" mi fa comunque tremare le ginocchia ...
  • spataro · 1 year ago
    Come anche tempo fa Robin disse su queste pagine, se si pagano piu' tasse significa solamente che si lavora di piu' e si guadagna di piu'. Io almeno la penso cosi'.

    C'e' anche un discorso di convenienza, che mi piace ricordare: usando un pc resta traccia di tutto. Se poi il pc e' su internet, le tracce si lasciano su tutti i server in mezzo, oltre a quelli di origine e di destinazione.

    Oggi poi ogni pagamento per chi lavora a distanza puo' essere controllato facilmente, passa tutto tra banche. Il commerciante incassa contanti, sul web i soldi vengono spediti sempre tramite intermediari che controllano.

    Faccio un esempio: superati i 5000 euro di incassi paypal mi ha chiesto di identificare la mia società con altri strumenti (questo oltre la carta di credito iniziale). Questo perche' devono per leggere sapere chi sta incassando quanto, e metterlo a disposizione in caso di controllo.

    Ricordo che Ebay, Skype, Paypal, tutti lo stesso gruppo, hanno una sede in Italia. Quindi per i controlli non c'e' nemmeno bisogno di procedure complicate.

    Pero' di queste cose si parla poco, mentre far crescere una cultura della legalità e' interesse di tutti. Se tu fai bene il tuo lavoro io saro' un domani interessato a comprare i tuoi servizi, mentre per ora trovo piu' facilmente servizi utili o professionisti a New York piuttosto che in Italia.
  • Paolo · 1 year ago
    Salve, innanzitutto complimenti per l'utile articolo. Avrei una domanda, forse stupida. Io sono uno studente a tempo pieno ed ho un blog in cui ho inserito della pubblicità di Adsense. Il blog lo tengo solo per hobby, scrivo se ho tempo di scrivere. I guadagni che ne ottengo sono davvero bassi (in un anno forse raggiungo 500-600 euro). Devo comunque aprire una partita iva? Le spese (inps ecc.) supererebbero di gran lunga le entrate. Quindi o ci rimetto soldi o resto evasore o chiudo tutto? Non c'è altra possibilità?
  • Nicola · 1 year ago
    Da come ho capito bisogna fare le fatture delle prestazioni occasionale con adsense, paghi le tasse su quelle e basta.
  • spataro · 1 year ago
    C'e' un'altra possibilità: continuare a gestire il blog SENZA guadagnare nulla, togliendo cioe' (nella maggior parte dei casi) la pubblicità di adsense.

    In poche parole, se si puo' applicare il criterio della prestazione occasionale, chi ha piccoli guadagni dovrebbe essere a posto.

    Dico dovrebbe perche' alcuni via email mi hanno parlato di un indirizzo opposto dell'agenzia delle entrate, secondo il quale non sarebbe possibile parlare di prestazion occasionali su un sito "dove ci si impegna".

    Non c'e' ancora nulla di ufficiale, quindi ve la riporto come una voce non confermata. Che fare nel frattempo ? ... chiedete al vostro commercialista.

    Nel dubbio non resta che fare tutto completamente gratis. L'esperienza sara' comunque utilissima e permetterà di decidere se aprire o meno la partita iva
  • Caterina Mezzapelle · 1 year ago
    Ciao,

    mi chiamo Caterina Mezzapelle sono una studentessa di Lingue e Letterature Moderne e nel tempo libero mi diletto a scrivere nel mio sito amatoriale sull'arte del ricamo.

    Da meno di un anno ho inserito gli annunci di Google AdSense riuscendo a guadagnare 200$ al mese con 800 visitatori al giorno. Appena ho letto l'articolo riguardante gli Adsense e la Partita Iva non ho esitato a contattare alcune persone che mi hanno consigliato di rivolgermi ad un commercialista la quale mi ha detto che non sono tenuta ad aprire la Partita Iva perchè:
    - non supero i 5.000 l'anno,
    - non vendo nulla nel mio sito e
    - non svolgo nessuna attività.

    Comunque sia devo dichiarare i guadagni come prestazioni occasionali.

    saluti
    Caterina Mezzapelle
  • Mandrake · 1 year ago
    Bravo Dottor Spataro.
    Durante la riproduzione dei video, dove ci ha illuminato su diversi aspetti, non ho perso l'attenzione per un attimo.

    Volevo approfondire un aspetto: io ho una P. IVA con codice attività "Altre realizzazioni di software e consulenza" che di per sè è abbastanza generica per l'area informatica.
    - Con questa attività posso fatturare proventi da AdSense? Probabilmente no, visto che si tratta più di pubblicità che di software. Anche se la pubblicità la metto dentro al software.
    - E quindi cosa fare? Se apro una partita IVA associata ad un codice di attività pubblicitaria come faccio a vendere software? Se si possono associare i 2 codici attività quali sono le conseguenze? Probabili incongruenze su studi di settore?

    - Per esempio Dottore, la Sua società offre diversi servizi: consulenza, realizzazione software, pubblicità ... (ammirevole, prima o poi usufruirò dei vostri servizi).
    Sarebbe possibile chiederLe di esporci quale tipo di l'inquadramento avete adottato?
    Per una S.r.l. occorre indicare i diversi codici attività o non serve oppure basta indicare il "campo operativo" nello statuto?

    - Il codice attività corretto per vendere spazi pubblicitari sul sito qual'è?
    "Agenzia pubblicitaria" non credo, poichè si necessita anche della comunicazione al comune per l'inizio dell'attività.

    Vedo molta confusione in giro. E credetemi ho letto tanta roba ma spesso mi si sono creati altri dubbi e perplessità. In questo modo volendo operare bene, in regola ecc. magari si sbaglia senza saperlo e credendo di avere tutto in ordine.

    Sarebbe interessante per molti lettori riuscire a creare un modello di inquadramento a 360° per chi sviluppa siti/software e fa pubblicità.
    Ma poi alla fine, un sito cos'è? Non è forse una vetrina su internet e quindi pubblicità? Almeno per i siti aziendali, non tanto i BLOG, le testate e qualche altro caso.


    Grazie, davvero.
  • spataro · 1 year ago
    Lo statuto prevede molte cose, ai fini del funzionamento interno della società.

    Ai fini fiscali e' necessario indicare l'attività prevalente che si svolge e le eventuali altre. Non e' necessario aprire una partita iva per ogni attività, anzi !

    Quanto agli studi di settore, passo la palla ai commercialisti.

    A proposito: nel 1999 mi trovai a spiegare io in Camera di commercio cosa faceva il Comune e cosa l'ufficio Iva. Non ne sapevano nulla. E ho dovuto girare tutto due volte per portare io le informazioni agli uffici, che sono stati molto cortesi con me, devo dirlo.

    Oggi e' comunque piu' facile, qualcosa di piu' si sa. Ma mai risparmiare: ci vuole un consulente che sappia fare tutto e chiedere quando non sa.
  • Jack · 1 year ago
    Gent. Dott. Spataro, intanto complimenti per il sito. Sono un assiduo utente di internet e vedendo che alcune persone riecono a guadagnare cifre piu o meno considerevoli ogni mese ho deciso di informarmi bene prima di iniziare. io ho appena aperto un sito web e ho installato uno script per fornire un servizio di ptc (paid to click), unico servizio offerto nel sito.
    a questo punto vorrei sapere da Lei se aggiungendo a piè pagina la sezione TOS potrei identificarmi come intermediario tra le società che chiedono il servizio e gli utenti che lo forniscono e non aver bisogno di aprire una partita iva in quanto intermediario?
    grazie anticipatamente
  • spataro · 1 year ago
    l'intermediario che professionalmente lavoro non sarebbe soggetto a partita iva ... mi informerei bene, mi sembra impossibile, soprattutto se tu incassi per conto della società.
    Insomma, in questo caso mi sembra piu' importante che tu definisca l'ambito del tuo lavoro e il contratto che ti lega con la società che citi.
    I rapporti civilistici, contrattualmente definiti per iscritto, sono importanti anche fiscalmente.
    Chiariti questi aspetti si possono affrontare quelli fiscali.
    Possiamo parlarne in un incontro on line su www.iusondemand.eu/incontri
  • Soft88 · 1 year ago
    Salve dottor Spataro! Forse lei mi può aiutare. Sono uno studente di 19 anni che ha la passione per la fotografia e da poco tempo son venuto a sapere che esistono siti quali fotolia e dreamstime e shutterstock (chiamati siti microstock) dove è possibile pubblicare foto. Queste foto sono a disposizione dei compratori e per ogni immagine comprata mi spetta una determinata percentuale circa del 30 per cento. Per ora la proiezione di guadagno è di circa 100 dollari al mese. vorrei sapere quali sono i miei obblighi e ciò che dovrei fare in generale visto che non son molto informato in queste cose e perchè riguardo questo tipo di vendita non si trova davvero nessuna informazione utile se non "dicerie". premetto che non ho altri tipi di entrate (vivo con i miei genitori) e che sono semplicemente iscritto a questi siti (con sedi all'estero) quindi non sono siti di mia proprietà. Le sarei davvero grato se rispondesse perchè non vorrei avere già alla mia età problemi col fisco!
  • spataro · 1 year ago
    Grande. Stai partendo benissimo.
    Quello che chiedi tu e' piu' di una domanda, e' una soluzione.
    Il diritto d'autore e' tassato favorevolmente in Italia, e la passione per le foto rientra tipicamente in questo.
    Finche' resta passione, sotto i 5.000 euro all'anno credo, non ci sono problemi particolari, ma al tuo commercialista o consulente fiscale (dei tuoi genitori o di amici, chiedi, non temere !) ti potra' aiutare comunque a denunciare i soldi che ti arrivano dall'estero tramite banca, quindi resta traccia di tutto, e tu su quei soldi ci devi pagare le tasse. Ma e' facile (mi dicono) non sono ahime' un esperto fiscale, e purtroppo ognuno e' un caso a se' stante.
    La tua domanda e' anche una risposta perche' tu non ti organizzi per nulla. Usi gli strumenti che altri mettono online e per i quali ti pagano. Quindi la qualificazione come opera soggetta a diritto d'autore, sotto l'aspetto fiscale, prevale sull'obbligo di aprire una partita iva.
    Ovviamente, se la passione diventa professione, con organizzazione d'impresa, la partita iva non deve mancare, ma a quel punto avrai gia' stabilito una fonte di guadagno con la quale pagare le prime spese (soprattutto previdenziali anche se non prenderemo una lira di pensione).
  • daniele · 1 year ago
    Salve,
    ho un amico che ha aperto a novembre del 2006 un sito sui forex, per motivi diversi non dirò il nome del suddetto sito. Ciò che volevo sapere e' se deve o meno pagare le tasse. Attualmente il sito "frutta" piu' di 5000 $ all'anno. La sua residenza e' in Italia ma credo che abbia fatto risultare la registrazione del sito all'estero. Come si deve comportare?
  • spataro · 1 year ago
    c'e' poco da dire: vai prima che puoi da un serio commercialista.
  • evasore · 1 year ago
    ma tutte queste tasse si devono pagare? allora preferisco non fare niente
  • Riki_86 · 1 year ago
    Ciao sono Riccardo ho 23 anni e sono uno studente universitario...Vorrei tanto aprire un mio blog e nel frattempo riuscire a quadagnare qualcosina, e con google adsense mi sembrava la cosa migliore,ma ci sono altri mezzi per riuscire a guadagnare qualcosa?Ho la passione per l'iformatica e per il mondo di internet, vorrei tanto lavorare part-time sfruttando questo hobby...Cosa mi consiglia? Grazie
  • Giulio Gaudiano · 1 year ago
    Caro Riccardo,

    oltre ad AdSense ci sono molti altri sistemi di monetizzazione online con i quali puoi guadagnare pubblicando sul Web.

    Puoi dare un'occhiata a questi due articoli:

    Fare Soldi Con I Blog: Tutte Le Risorse Utili Per Guadagnare Con I Blog
    http://www.masternewmedia.org/it/2005/03/13/far...

    Guadagnare Online: Programmi Di Contextual Advertising Alternativi Ad Adsense
    http://www.masternewmedia.org/it/2007/03/09/gua...

    Quello che ti consiglio, diversamente a quanto fanno molti sul Web, è di non farti abbindolare dalle promesse di grandi guadagni in poco tempo. Guadagnare pubblicando online è un lavoro a tempo pieno che richiede impegno e dedizione. Se hai passione e pazienza avrai sicuramente successo.

    In parole povere: se ti vuoi lanciare in questa avventura, non farlo per i soldi, altrimenti rimarrai deluso.

    Se ti può aiutare, ti consiglio questo articolo in cui un ragazzo universitario come te, Nik Lamux, racconta la sua esperienza di blogger e come ha iniziato:

    Diventare Blogger Professionista: La Storia E I Consigli Di Nik Lamux
    http://www.masternewmedia.org/it/diventare-blog...

    Fammi sapere quando crei il tuo blog,

    A presto e in bocca al lupo!
  • Riki_86 · 1 year ago
    Grazie Giulio per la tua risposta, anche io la penso come te, infatti ciò che voglio è prima di tutto lavorare con un mio blog,cioè scriverci, ascoltare commenti, conoscere nuova gente, e in secondo luogo raccimolare qualcosina anche per pagare tasse universitarie ecc... Con google adsense c'è chi dice che c'è bisogno della P.I.?Come posso ovviare al problema? Credimi poter avere una piccola remunerazione, lavorando per un tuo hobby, per me sarebbe un sogno e ora come ora non posso sorbirmi tante spese....GRAZIA
  • Giulio Gaudiano · 1 year ago
    Caro Riki,

    non capisco perché parli di "sorbirti spese". Aprire la partita IVA è gratis. Il mio consiglio è fare le cose seriamente: comincia a guadagnare bloccando l'invio dei pagamenti AdSense; quando racimoli una bella cifra, allora apri la partita IVA e ti fai inviare il pagamento.

    Non so se dico una cavolata, il Dott. Spataro mi correggerà, ma mi sembra che fino a 5000 euro l'anno non hai neanche bisogno di aprire la partita IVA .

    Ciao
  • spataro · 1 year ago
    "Vorrei tanto aprire un mio blog e nel frattempo riuscire a quadagnare qualcosina"

    Uhm ....

    Se gestisci bene il blog entri in contatto con persone. A queste parli di qualcosa. Di questo qualcosa una parte sara' gratis, una a pagamento.

    Ti fai conoscere gratuitamente, per far valutare agli altri la tua professionalità.

    Poi vendi la tua professionalità o segnali quella degli altri in materia, con affiliazioni o pubblicità.

    La chiave di tutto e' professionalità, o meglio: if exists(qualità and costanza) then great future in your hands.

    La professionalità non c'entra nulla con il blog. Concentrati prima bene su quello che ti appassiona fare bene e guarda quanto ti puo' rendere e quanti altri ci sono in giro :-)

    In bocca al lupo !
  • Riki_86 · 1 year ago
    Le tue idee sono bellissime ma il mio problema è la partita iva,al momento non posso sostenere queste spese e vorrei qualche dritta per ovviare al problema.Per google adsense c'è bisogno della partita iva e che altro mezzo potrei utilizzare?GRAZIe aiutatemi a realizzare un mio piccolo sogno....
  • sielfree · 1 year ago
    Io sono consapevole del fatto che ci voglia la partita iva per usare AdSense e pongo una domanda :
    Io con mio sito "guadagno" una media di 150 $ al mese con AdSense che non ho mai incassato perchè ho bloccato fin da subito i pagamenti proprio per la questione dalla partita iva.

    Nel mio caso che espongo della pubblicità ma non ho mai incassato dei soldi la partita iva è o non è necessaria ??

    La mia idea era di accantonare i guadagni fino a raggiungere una cifra ragionevole , aprire la partita iva, incassare tutti i guadagni di AdSense e poi ovviamente pagare le dovute tasse.

    Ps Sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato.
  • spataro · 1 year ago
    Diventare imprenditori non significa portare i soldi in tasca.

    Puo' essere illuminante la videopillola dell'avv. Mellone su Civile.it:
    http://www.civile.it/news/video.php?num=51855&t...

    Ai fini dell'apertura della posizione previdenziale credo, ma controllerei, che l'effettivo incasso abbia un rilievo.

    L'organizzazione di una attività di per se' richiede l'apertura della partita iva.

    Ripeto: se vi sia o vi sia stata attività d'impresa lo deciderà l'agenzia delle entrate nel momento di un controllo.

    Non c'e' santo: si vuole guadagnare con il web ? Bene. Pensate di organizzare la vostra impresa con un commercialista come consulente. Alcuni faranno rientrare i guadagni in diritto d'autore, altri no, altri con altre qualificazioni.

    Mi dispiace non essere piu' preciso, ma si diventa imprenditori quando ci si organizza per fare soldi. Poi al di sotto dei 5.000 euro ci sono altre ipotesi che aiutano chi inizia, ma va visto caso per caso.

    A proposito: ieri Bonaiuti annuncia la riforma dell'editoria. Secondo me vogliono anche obbligare chi guadagna due euro a diventare anche editori, oltre che imprenditori, con ulteriori adempimenti. Poi spero di sbagliarmi.

    Per info sull'editoria: http://www.civile.it/news/visual.php?num=52026
  • FranK · 1 year ago
    e se per caso mi trovassi ad avere un blog su una piattaforma non mia, cioè come ospite e la piattaforma che mi ospita stipula con me un contratto via email nel quale mi dice, ti metto i banner pubblicitari e i guadagni te li prendi tutti tu, in quel caso, non essendo io direttamente registrato al programma Ad-Sense, ma la piattaforma che mi ospita, che tipo di passaggio di denaro ci sarebbe? E' esen-tasse? O dovrei comunque dichiarare o pagare le tasse? Indipendentemente dal limite (3500 0 500)
  • tex · 1 year ago
    Salve dott. Spataro,
    innanzitutto la ringrazio per i suoi illuminanti video sull'argomento, passo subito alla mia domanda.
    Avrei intenzione di avviare un'attività sul web con cui fornisco servizi alle imprese.
    Ora è chiaro che questo si configura come un'attività di impresa a tutti gli effetti con l'apertura della partita IVA e quant'altro.
    Questo significa che per prima cosa dovrei aprire una partita IVA, poi iscrivermi nel registro delle imprese, ecc. .. . , dopodichè posso mettere on-line il sito web.
    Io però avrei intenzione di mettere prima on line il sito, senza imbarcarmi nelle varie spese necessarie per una costituzione di una impresa, al fine di valutare il mercato.
    Avevo quindi pensato di mettere on line il sito e cominciare ad offrire servizi gratuitamente, senza guadagnarci assolutamente niente, senza nemmeno mettere gli AdSense e quant'altro. Semplicemente ci lavoro gratis per 7-8 mesi, non facendomi pagare dai fruitori dei servizi, e poi, quando sono sicuro di avere un certo numero di potenziali clienti, apro la partita IVA e comincio l'attività di impresa facendomi pagare.
    Ora pero' guardando i suoi video mi è venuto un dubbio su questa impostazione.
    Infatti, facendo quello che ho descritto, va a finire che poi comunque la mia organizzazione ha i requisiti di una impresa e quindi deve sottostare a tutte le varie disposizioni normative. Questo anche se i servizi li erogo gratuitamente.
    Quindi anche cominciare facendo tutto gratis non sembra risolvere il problema.
    Qualche dritta?
  • spataro · 1 year ago
    Dunque dunque :-) riepiloghiamo :)
    1) non c'e' guadagno
    2) c'e' lavoro manuale
    3) c'e' un capitale (minimo immagino, la registrazione del dominio e l'hosting)
    4) c'e' un avviamento.

    In linea di massima l'apertura della partita iva e' legata all'inizio dell'attività.
    Il pagare le tasse inizia con in guadagni.

    Se "si fa un lavoro" che rientra nel diritto d'autore, qual'e' il momento in cui si deve aprire la partita iva ? Quando si prende la penna e si inizia a scrivere ? No. Anzi, non c'e' bisogno nemmeno di aprire la partita iva (ma chiederei ad un commercialista, potrei prendere una cantonata, ad esempio sul reddito minimo che impone comunque l'apertura della partita iva).

    Quindi ?

    Io penserei alla stabilità dei rapporti con clienti e fornitori. I contratti insomma.

    Se nel periodo iniziale ti impegni con i tuoi clienti e i tuoi fornitori in modo stabile, credo ci possano essere problemi. Pensa al legame come qualcosa di piu' dei soldi: certo un contratto oneroso e' certamente vincolante, ma anche quelli gratuiti potrebbero impegnarti in modo stabile. Dipende da cosa farai.

    In linea di massima quindi farei attenzione a quanto il tutto sia riconducibile solo a quello che fai tu spontaneamente, e quanto ti impegni a fare per sempre.

    In un mondo perfetto credo che questo sarebbe un criterio condivisibile. Poi a controllare c'e' l'agenzia delle Entrate, come dicevo.

    Ti segnalo http://www.civile.it/internet/bd.php?search=&ta... dove troverai i documenti che sto raccogliendo sulla materia.
  • tex · 1 year ago
    Grazie per la risposta.

    Mi sono dimenticato di precisare che io faccio tutt'altro lavoro e che questo del sito web sarebbe solo un riempitivo del mio tempo libero, almeno nei primi tempi.

    Ovviamente non mi preoccupo per quello che io faccio o non faccio, ma per quello che l'Agenzia delle Entrate puo' sostenere che io faccia o non faccia....

    Grazie ancora!
  • Daniele · 1 year ago
    Gentile dott. Spataro,
    ho già la partita IVA per un'attività che non ha nulla a che fare con i miei risicati guadagni online. Se ho capito bene, basta inserire questi guadagni nella dichiarazione dei redditi alla voce guadagni come prestazioni occasionali? E la soglia da non superare è di 5000 euro?

    Poi vorrei capire un'altra cosa: come ci si comporta riguardo alle catene di S. Antonio?
  • Eprys · 1 year ago
    Continuando a dare un’occhiata in giro ho trovato utile commento in questo articolo su FISCOOGGI.IT che Lei ha linkato http://fo.src.cnr.it/reader/?MIval=cw_usr_view_...
    L’articolo discute il criterio secondo cui discernere una attività occasionale.
    In particolare è utile per capire se si può schivare l’apertura della partita iva nell’aderire a google adsense.
    Cito questo particolare punto:

    “In altri termini, dunque, una volta entrati in vigore i decreti delegati, l'individuazione del rapporto occasionale passerà attraverso il rispetto dei seguenti requisiti che devono intendersi alternativi:
    - durata della prestazione non superiore a trenta giorni
    - compenso complessivo non superiore a 5mila euro”

    Pertanto sembrerebbe assodato un punto che ho trovato spesso in discussioni simili, e cioè che per evitare la partita iva basta non superare il limite dei 5000 euro l’anno.
    Infatti, sebbene il rapporto di lavoro con adsense sia da ritenersi CONTINUATIVO IN TERMINI TEMPORALI (dacché ognuno mira a tenere gli ads di google per ben più di un mese) è anche vero che se non si superano i 5000euro l’anno l’attività può ritenersi OCCASIONALE, in quanto i due criteri citati (DURATA DELLA PRESTAZIONE E COMPENSO COMPLESSIVO) SONO DA INTENDERSI ALTERNATIVI (cioè vale O l’uno O l’altro, è così?) (come è possibile leggere dalla citazione particolare suesposta).

    Ora attendo una conferma dal mio commercialista, ma volevo sottoporvi queste note per un vostro parere a riguardo.
    Aspetto risposte.
  • webberdj · 1 year ago
    Quindi se ho capito bene è sufficiente non guadagnare più di 5000 euro all'anno per essere a posto senza dover fare nulla?
  • r8401 · 1 year ago
    Scusate,ma l'apertura della partita IVA va fatta dopo la creazione del sito o dopo il primo pagamento? cerco d spiegarmi meglio.
    se creo un sito/blog e inserisco AdSense o Clickpoint o altri... e subito dopo mando a questi una mail scrivendogli d non pagarmi fino a quando dico io e non apro la P.I. nei 30 gg possono contestarmi qualcosa? (...evasione non credo...io non guadagno niente... ). e se poi incasso tutto alla chiusura del sito (se non rende) posso dire che è prestazione occasionale? o (nel caso contrario) posso aprire la P.I. (e tutto il resto...) dopo il primo pagamento? Grazie
  • r8401 · 1 year ago
    Scusate,ma l'apertura della partita IVA va fatta dopo la creazione del sito o dopo il primo pagamento? cerco d spiegarmi meglio.
    se creo un sito/blog e inserisco AdSense o Clickpoint o altri... e subito dopo mando a questi una mail scrivendogli d non pagarmi fino a quando dico io e non apro la P.I. nei 30 gg possono contestarmi qualcosa? (...evasione non credo...io non guadagno niente... ). e se poi incasso tutto alla chiusura del sito (se non rende) posso dire che è prestazione occasionale? o (nel caso contrario) posso aprire la P.I. (e tutto il resto...) dopo il primo pagamento? Grazie
  • erri · 1 year ago
    Ma se sono in possesso di un terreno, nel caso specifico invece di uno spazio web, e concedo a qualcuno, nel caso specifico Google, di esporre un cartellone pubblicitario devo aprire una partita iva?

    Nel momento dell'iscrizione ad adsense, Google non richiede una partita iva. Coloro che si iscrivono al servizio adsense sono solamente proprietari e responsabili dei contenuti presenti nel loro spazio web, mentre google è proprietaria e responsabile dei formati pubblicitari. Quindi, non dovrebbe essere Google Italia a dover sistemare a monte la propria posizione nei confronti del fisco, trattenendo le tasse dai ricavi distribuiti?

    Tutta la contrattazione, compresi i ricavi da assegnare ad ogni click, l'analisi dei contenuti e scelta delle inserzioni è gestita da Google. Mentre, chi aderisce al servizio non può in alcun modo incrementare introiti utilizzando sistemi che favoriscano i click.
    Quindi, se qualcuno possiede uno spazio web come un blog l'unica attività che svolge è quella di scrivere o inserire contenuti gratuitamente, come può questa essere considerata attività di impresa?

    Oltretutto un iscritto ad adsense potrebbe anche ricevere 0 $ con molte visualizzazioni in un dato periodo poiché tutto ciò è indipende da lui o dalla sua bravura, in quanto non propone pubblicità ma contenuti. Come può, perciò, essere considerato un procacciatore?

    Se un'impresa di telefonia mobile utilizza un terreno per le sue antenne mi pare che paghi il proprietario dello spazio senza che questo debba poi pagarci sopra delle tasse, non dovrebbe essere la stessa cosa?
  • sk1984 · 1 year ago
    Buongiorno dott. Spataro,

    complimenti anche da parte mia per l'articolo. Le chiedo scusa se Le dovrò far ripetere cose già dette, ma voglio essere sicuro di ciò che si applica al mio caso, che è leggermente diverso da quello dei blogger.

    Sto sviluppando un browsergame, il che credo si configuri come "servizio". La mia intenzione è quella di offrire la possibilità di giocare gratuitamente, e di avere alcune caratteristiche riservate a pagamento, come si fa quasi sempre nei browsergame, in genere con una quota di abbonamento. Supponendo di iniziare senza le caratteristiche avanzate, da quando inizia la mia attività? Dal momento in cui lancio il sito? Dal momento in cui metto il bottone per abbonarsi? Dal momento in cui il primo utente si abbona?

    Se io monetizzo ulteriormente questo sito (AdSense, pubblicità, altro), gli eventuali guadagni derivanti confluiscono nella stessa attività?

    Se offrissi (almeno inizialmente) la possibilità di effettuare donazioni volontarie (come si fa per i progetti open source, ad esempio su SourceForge), è vero che tali donazioni sono esentasse? Esiste un tetto al di sopra del quale diventano tassabili? E se io decidessi di "ricompensare" i donatori con un servizio aggiuntivo, ricado nel primo caso (cioè, viene considerato servizio a pagamento; credo di sì)?

    Inoltre, visto e considerato che un sito su Internet in inglese è visitabile da persone di tutto il mondo, e che pertanto la mia userbase (e quindi il mio "pubblico pagante") sarebbe in gran parte estero, il fatto di ricevere pagamenti dall'estero complica le cose?

    Infine, (prometto che è l'ultima domanda :-) ), se, onde favorire i pagamenti via Internet, facessi introiti servendomi di PayPal, per la legge italiana in che momento ho "guadagnato" quei soldi? Quando entrano sul mio conto PayPal (cioè subito) o quando li "scarico" sul mio c/c in banca (cioè magari tre mesi dopo)?

    Grazie in anticipo e ancora un altro grazie per essersi occupato di questo tema!
  • sabaiano · 1 year ago
    Gentile dott. Spataro,
    Complimenti per l'articolo. Ho intenzione di utilizzare Google ADSENSE per guadagnare qualcosa. Tuttavia, causa mia ignoranza in materia, sono più confuso che mai. Girando su internet ho notato che tutti dicono che per utilizzare gli ADSENSE bisogna aprire una partita IVA e iscriversi alla camera di commercio perchè si tratta di attività imprenditoriale. L'attività in questione sarebbe la vendita di spazi pubblicitari. Ma con ADSENSE non si vendono assolutamente degli spazi pubblicitari. Google non dà una lira per lo spazio che gli diamo sui nostri siti web. Google paga i clik che grazie ai nostri contenuti gli utenti fanno sugli annunci. Google paga solo il rendimento. Se vendo uno spazio pubblicitario decido il prezzo a priori, non dopo. Quello proposto da Google è una retribuzione per rendimento, per questo a me sembra più lavoro subordinato che non reddito da impresa. Io lo inquadrerei proprio come lavoro a cottimo eseguito da casa. Forse dico cose che non hanno fondamenti giuridici, ma la verità a me sembra questa. Sono così scemo o nessuno pensa che la fila più corta sia quella giusta?
    E' possibile che non si possa inquadrare i ricavi da Google Adsense in altro modo che non sia l'attività imprenditoriale? Sarebbe il caso di interpellare proprio l'agenzia delle entarate e porgli il quesito in questi termini e cioè che con Adsense non si vendono spazi pubblicitari ma si viene pagati a rendimento?